The British Appeal: Black Mirror

Riportiamo alla luce quella vecchia rubrica che è The British Appeal, perché l’ho un po’ trascurata ultimamente… Lo facciamo, anzi lo faccio parlando di nuovo di una serie tv, stavolta è il turno di Black Mirror!

Come mai non era presente nell’articolo dedicato alle serie tv inglesi? Semplice, perché sono una snobbacosebelle!

Ho un innato talento nel farlo, e non solo per le serie tv. Musica, film, cibo non si salva nessuno! 2 nomi a caso: Doctor Who nel 2009 e i Muse nel 2006, ma che avrò mai nella testa!
Fortuna che poi cambio idea e rivaluto tutto, così iniziano quasi tutte le mie “nuove” ossessioni.

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Arrivo dopo i fuochi, lo so, Black Mirror non è proprio recente, la serie ideata da Charlie Brooker, inizia infatti nel 2011 andando in onda su Channel 4, ma come di buona grazia degli inglesi, tra poche puntate, attese di anni e speciali di Natale, siamo arrivati al 2016 con sole 2 stagioni di 3 episodi ciascuna, ma grazie a Netflix siamo in attesa della terza stagione (con ben 12 episodi previsti!).

Vi capita mai di fare quelle mini classifiche mentali dove disponete accuratamente il miglior film, la miglior canzone, il miglior caffè che avete mai bevuto?

Io lo faccio spesso, e raramente mi vedrete affermare frasi come “una delle serie migliori che abbia mai visto”, ho voluto fare un’eccezione perché quando gli inglesi ci si mettono si sanno far riconoscere…

Quindi diamo benvenuto nella mia lista “Best TvShow Ever” e spero prossimamente nella vostra, a Black Mirror.

Ho la vostra attenzione? Bene, iniziamo!

Non ci vuole un molto a capire che i “Black Mirror” sono i monitor, gli schermi, i nostri telefoni, tablet, pc, tv…
Scopriamo subito quindi il tema portante, il rapporto dell’uomo con la tecnologia e come l’evoluzione di questa ci stia cambiando.

Ma Black Mirror ha una particolarità, non ha una trama verticale, niente episodi filler o trama orizzontale, no, abbiamo un tema comune sì; ma trama, ambientazione e cast diversi per ogni episodio.   

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Come se in principio fosse stato chiesto a più menti di creare qualcosa, e queste avessero creato tutte differentemente qualcosa di talmente eccezionale da non poter scartare nessuna idea. Pensatela come 6 film (della durata di 1 ora ciascuno) diversi, che possono essere visti in ordine sparso.

Quando tutto ci sfuggirà di mano? Qual è il confine?

Be right back (Stagione 2 - episodio 1)

Black Mirror è la serie che ti testa, ti mette davanti ai fatti e ti fa ragionare, anzi no, diciamo che lo spettatore è portato a testarsi da solo, a pensare fino a dove potrebbe spingersi in quei futuri e situazioni ipotetiche.

Vi starete chiedendo, sì tante parole, ma alla fine questo Black Mirror di che parla?

Della tecnologia che avanza e va a toccare punti intoccabili, supera limiti invalicabili

  • È la serie che è in grado di metterti davanti a delle realtà durissime senza mezzi termini
  • È la serie che ti fa ragionare come se non ci fosse un domani
  • È la serie dove gli attori e gli sceneggiatori si distinguono

Storie raccontate in modo intelligente e pungente, è satira, è umorismo nero, è dibattito sull’etica. Racconta dell’apparire invece dell’essere, del ricordare invece di vivere, l’asocialità, l’assuefazione dalla tecnologia, il futuro della nostra umanità, la privacy o la sua mancanza, l’evoluzione della società, l’uso massiccio dei media.
L’estinzione della creatività e della possibilità di scelta, per far spazio all’apatia e distruzione dei rapporti sociali.

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Volutamente cupo e talvolta dai colori freddi, è un racconto inquietante e drammatico.

L’ho definita “una serie intelligente” non a caso, quello che vediamo spaventa e la paura lo sapete è utile, ci tiene allerta, perché ad oggi sembriamo mentire a noi stessi e vedere qualcosa che ci ricordi e ci spaventi è solo che utile.
Lo stiamo vivendo, e lo sappiamo, basta pensare a tutti i racconti o varie proiezioni futuristiche di cui abbiamo letto o visto qualcosa, quante di queste raccontavano di un futuro roseo? Poche vero?

Contaminati e assuefatti lo siamo già, la via del non ritorno sembra inevitabile, il nostro è un progresso che sa tanto di regresso, un male che ci siamo inflitti da soli.

Così Black Mirror sgancia le sue 3 bombe, diverse ma con equivalente quantità di esplosivo.

È come se nel Regno Unito avessero unito le più grandi menti e creato 3 piccoli gioiellini e chiamato a perorare la loro causa anche attori di un certo livello.

Prima stagione

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  • The National Anthem / Messaggio al Primo Ministro
    Si parte focalizzandosi fondamentalmente sull’etica e sulla politica, a spiccare non c’è niente di meno che Rory Kinnear nella parte del primo ministro.
    Un episodio po’ perverso un po’ profetico, molto reale.
  • 15 Millions of Merits / 15 milioni di celebrità
    Continuiamo in un futuro distopico dove il sistema ha vinto, la società vive come avatar pensando che i reality siano la cosa migliore che possa capitarci, in poche parole il fallimento della nostra specie. Ah vi sfido a riconoscere Rupert Everett!
    Questo è uno degli episodi più amati, ma non il mio.
  • The entire history of you/ Ricordi Pericolosi
    La mia storia preferita della stagione, la più spaventosa per quanto mi riguarda.
    Siamo diventati il ricordo di quello che eravamo, scegliamo di ricordare piuttosto che vivere pienamente. Insomma, spettatore o partecipe?
    Nel cast Toby Kebbell e Jodie Whittaker, ovviamente mica nomi a caso!

Seconda Stagione

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La seconda stagione ve la lascio scoprire, magari ve la godete di più. Vi dico giusto 2 nomi per farvi un’idea…

  • Be Right Back / Torna da me
    (con Hayley Atwell e Domhnall Gleeson)
  • White Bear / Orso Bianco
     (con Lenora Crichlow)
  • The Waldo moment / Vota Waldo
    (con Daniel Rigby)

Speciale di Natale

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  • White Christmas  / Bianco Natale
    (con Jon Ham e Rafe Spall)

Ci è già sfuggito tutto di mano?

Guardandolo vengono portate a galla violentemente molte consapevolezze della nostra era, il diventare schiavi di quella realtà illusoria, schiavi della tecnologia, il perdere noi stessi.

Lo spettatore si immedesima e tra l’episodio che ti fa venir rabbia e quello che ti fa sentire svuotato, le nostre paure che si concretizzano, perché quando alla fine cambiano i termini di percezione, cambiamo noi.

 Condividete! Condividete! Condividete!

Una grande produzione british che mi rifiuto passi un po’ inosservata, devo provare a diffondere per quanto posso, sceneggiature, idee geniali che costringono lo spettatore a farsi domande scomode, una critica alla società reale e pesantissima; anzi per come la vedo anche troppo ottimista, le conseguenze sarebbero più catastrofiche di quel che vediamo, la situazione degenererebbe in modo esponenziale.

Alla fine guardare Black Mirror è un po’ come guardare qualcosa di brutto che accade, ma non riuscire a distogliere lo sguardo.

Ah è prodotta da Endemol, quelli del Grande Fratello per intenderci…

 

Per tutti quelli che hanno saltato i precedenti articoli della rubrichetta, ecco un recap!

The British Appeal: Villain

The British Appeal: Serie TV

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8 pensieri su “The British Appeal: Black Mirror

  1. A questo punto citiamo il dottore…

    The way I see it, every life is a pile of good things and bad things. The good things don’t always soften the bad things, but vice versa, the bad things don’t always spoil the good things and make them unimportant.
    Dall’episodio 10 della Stagione 5 del Doctor Who

    Tu sei una cosa buona, DoppiaW.
    Nelle tante cose che ci capitano e che viviamo, tu sei una delle cose buone, sempre.
    La tua recensione era un atto dovuto, una cosa che andava fatta (una cosa giusta e buona) ed avrei voluto farlo anch’io e non so perché non l’ho mai fatto (un post intendo), considerando che nei miei commenti e nelle chiacchierate che faccio con gli altri utenti di WP cito spesso “Black Mirror” come esempio di fiction altissima… ma non è mainstream, non è modaiola, non è fighetta ed alza poco la propria “audience” quando se ne parla…
    Tutto qui: è una serie fantastica ed indiscutibilmente tale (non troverai mai qualcuno che ne parla male) eppure se ne parla poco, giusto lo stretto necessario.
    Hai colmato un buco e soddisfatto una necessità culturale, perché ne parlerò anch’io, ma non in un post, ma in giro per il web e dirò a tutti di venirsi a leggere il tuo post, perché dici tutto e lo dici, come sempre bene.
    Perché sei una delle cose buone che ti capitano nella vita, DoppiaW.
    Bye

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    1. Buongiorno! Sì hai ragione, era un atto dovuto, non potevo sottrarmi…Ed è altrettanto vero che quei pochi che ne parlano ne parlano bene, per questo non comprendo perché questa serie la conoscano ancora in così pochi, magari con l’arrivo su Netflix (anche se mi aspetto una cosa totalmente diversa) tutto cambierà, e lo spero!
      E adesso che mi citi “Vincent and the Doctor” non posso che affezionarmi ancora di più a te, è una delle mie puntate preferite, ma avremo modo di parlarne… Scriverò del dottore, quello è un altro atto dovuto!
      Al solito ti ringrazio per tutta la pubblicità che mi fai :D, ma invece sarei molto curiosa di leggerlo un tuo post su questo prodotto, come esplori e spieghi le cose tu, in pochi riescono!
      Grazie ancora Kasa, a presto! 🙂

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    1. Da una parte definirlo di nicchia sarebbe anche sbagliato, però è purtroppo vero che pur essendo molto amato ne ho sentito parlare poco…Forse è stato pubblicizzato poco, e addio chance! Dai allora diciamo che è solo per intenditori 😁

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