Che fardello Jessica Jones!

Jessica Jones serie marcata Netflix uscita lo scorso 20 novembre è il secondo capitolo del progetto Defenders che comprende Daredevil (già andato in onda), Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist.

Spoiler Alert!

Nel seguente articolo sono presenti immagini e informazioni della serie completa di Jessica Jones.

Rimaniamo quindi in casa Marvel nel MCU (Marvel Cinematic Universe) e ci collochiamo dopo Avengers: Age of Ultron, pochi ma utili accenni durante la visione ce lo ricordano, come i riferimenti al mostro verde o i bambini vestiti da Avengers, in più nelle ultime puntate la presenza di Claire Temple (Rosario Dawson) che accenna al suo amico speciale Matt Murdock/Daredevil, ci da una collocazione ancora più precisa.

Daredevil purtroppo è stata quella serie che andò ben oltre le nostre aspettative (non è necessario vederlo prima ma è altamente consigliato!), e a farne le spese oggi è Jessica Jones, si sapeva che avrebbe avuto un grande fardello da portare, quello della difficile eredità lasciata dal suo predecessore, e a me il paragone è venuto spontaneo purtroppo.

Ad interpretare Jessica, Krysten Ritter che io personalmente ricordo solo in Breaking Bad, una scelta non condivisa inizialmente, un po’ come Charlie Cox all’epoca, solo che con lui poi mi sono ricreduta…Non la trovo poi così adatta a sostenere il ruolo di protagonista in una serie del genere.

NEW YORK, NY - MARCH 10: Krysten Ritter filming "Jessica Jones" on March 10, 2015 in New York City. (Photo by Steve Sands/GC Images)

Lo avrete capito ormai, oggi sarò la voce fuori dal coro, perché a quanto leggo fino ad ora JJ sta piacendo più o meno a tutti.

Le grandi aspettative per quanto mi riguarda non sono state ripagate (tranne per i poster promozionali e l’opening credit) vista la produzione, i presupposti e soprattutto le tematiche interessanti, come l’abuso delle donne o lo stress post traumatico tutto racchiuso in una serie dove le donne ne fanno da padrone, hanno fatto di Doppia J una vittima delle mie alte aspettative.

È stata invece una sorpresa vedere che la serie appena uscita era già completamente doppiata in italiano, ci ho provato giuro, ma dopo 3 secondi non ho resistito, anche perché non era il massimo del lavoro ben fatto.

Per chi non sapesse chi è Jessica Jones però, facciamo un passo indietro.

Jessica Jones è un’eroina distante da tutte quelle che abbiamo conosciuto fino ad ora, ha una forza sovrumana, è cinica e piena di problemi, ha una vita incasinata e porta sempre gli stessi vestiti casual.

Dopo un passato burrascoso e dopo aver conosciuto Killgrave (uomo porpora), l’uomo che le ha cambiato la vita controllandola mentalmente, ha aperto la propria agenzia investigativa, l’Alias Investigation, cercando di arrivare così a fine giornata.

David-Tennant-Jessica-Jones2

Il suo mondo è pericoloso e circoscritto, molto intimo e personale, infatti nella serie non c’è ampiezza nel raccontare la città o il mondo del momento.

Per esempio, vi siete chiesti dove si svolgono le vicende? Dovrebbe essere chiaro ma non lo è, perché la serie non ha un’identità urbana marcata, cosa che tutti i prodotti Marvel hanno, Hell’s Kitchen non viene mai nominata, ma qualche indizio (o il fatto che lo sappiamo a prescindere) ci riporta li, sarà che non siamo neanche molto abituati a vedere la città di giorno…

Ma va bene, non era scritto da nessuna parte che non poteva essere tutto diverso e andiamo avanti in questa serie simil noir quasi thriller psicologico che però non sfocia mai in niente di definibile.
Peccato, perché almeno all’inizio l’atmosfera cupa e intimistica, con le riflessioni della voce narrante, inquadrature e batteria jazz in sottofondo, sapeva molto di noir, a volte potevamo anche ascoltare anche dei bei riff rock, ma poi  tutto si è andato a perdere nel corso delle puntate.

Ma forse il problema maggiore di Jessica Jones è proprio Jessica Jones

Tutti adorano Krysten Ritter, tranne me.
Non avendo letto i fumetti, ma da quanto ho capito, Jessica dovrebbe essere una donna molto dura che esterna poco i suoi sentimenti, e quando lo fa esterna principalmente rabbia e disgusto, è cinica, distaccata e sa essere molto sensuale.

Ora, la Ritter causa anche il suo viso non poi così espressivo a volte sembra assente, le espressioni e i toni della voce sembravano sempre gli stessi, è giusto non far trasparire troppo per rimanere fedele al personaggio, però così forse è un po’ troppo, sembra rimanere impassibile a tutto.

E non basta vedere scene di sesso in ogni episodio per risultare sensuale, la sensualità a casa Doppia W è un’altra cosa.

12279162_10156355862805389_3940702621729190270_nPoi arriva il confronto, quello inevitabile con colui che interpreta la sua nemesi, David Tennant nel ruolo di Killgrave e si scopre l’abisso.

Vuoi che Killgrave abbia più sfaccettature e sia più psicotico di Jessica, ma è brutto per la protagonista della serie farsi rubare la scena, 2 domande te le fai.

Ma anche gli altri personaggi non brillano per verve, a partire proprio da Luke Cage, non convince la sua presentazione, la metà del tempo che appare nella serie è in un letto, e a volte sembra un po’ la donzellina da salvare (speriamo che quando sarà il suo turno ci faccia ricredere).

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Come gli altri personaggi di cui alcuni troppo di contorno e che si ritrovano in mezzo alle situazioni per caso, oppure spariscono per intere puntate, Luke Cage sembra essere una figura statica che aspetta che accadano cose intorno a lui, e mai uno di quelli che le cose le fa accadere e che smuova un po’ la situazione, complici anche delle sottotrame un po’ deboli e non tanto funzionali al proseguimento della storia principale.

55faf0fe475a1A discostarsi un pochino Trish Walker/Patsy, futura Hellcat interpretata da Rachael Taylor (666 Park Avenue) e fortunatamente come già detto prima, la presenza di David Tennant (Doctor Who) che danno quel brio, humor e un po’ di senso alla serie, viene spontaneo da chiedersi senza le loro azioni gli altri che avrebbero fatto, poco e niente credo.
Ma ora parliamo del villain, sapete che ho un debole per i cattivi, e dopo aver conosciuto il Wilson Fisk di D’Onofrio, anche qui c’erano alte aspettative, stavolta ripagate.

A dare il via alla storia lui, Killgrave il villain che differisce dagli altri del MCU per quanto riguarda le motivazioni, niente sete di vendetta o potere, niente piani di conquista del mondo o distruzione dell’universo, lui vuole solo la ragazza dei suoi sogni! Lo ammetto a volte mi ha fatto anche pena e sono arrivata a patteggiare per lui, anche perché JJ sa fare delle scelte molto discutibili.

Ora non venitemi a dire che vedere Tennant dietro una teca non riporta alla memoria ricordi indelebili che spezzano il cuore…

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Inquietante, ironico, intelligente, ossessivo, stalker, capriccioso, serviva un attore che potesse dar spessore a tutto questo e lo hanno trovato, fortunatamente David Tennant mantenendo il suo accento scozzese ha dato anche un ulteriore sfumatura all’uomo porpora (che di porpora ha solo i vestiti).

Efficace anche l’idea di non far vedere fisicamente Killgrave nelle prime puntate ma di farne percepire fortemente la presenza, un po’ come fu con Sylar in Heroes.

Però non mi ha mai dato l’impressione del cattivone, è piuttosto uno psicopatico innamorato, anzi a fare più paura è Jeri Hogarth, l’avvocato con una relazione extraconiugale interpretata dalla glaciale Carrie-Anne Moss.

Ma ora veniamo alla mia parte preferita, le sviste!

Oltre al videocitofono di Trish che cambia da un giorno all’altro, una cosa palese di cui ancora non mi capacito è questa.

Jessica risponde al telefono, o meglio fa finta di farlo, perché avvicina il telefono all’orecchio e parla, ma la chiamata è ancora in corso e l’interfaccia del display ce lo mostra chiaramente! La cosa va avanti per svariati secondi…

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Diciamolo queste 13 puntate sono un brodino un po’ allungato, volutamente o no, la storia avrebbe potuto concludersi e risultare più compatta con 4 o 5 puntate in meno, anche perché alcune scelte risultano un po’ blande, e il finale è molto prevedibile.
Manca l’elemento fluidità tra le scene e colpi di scena che portino a volerne sempre di più.

Ci sono anche alcune domande che non hanno avuto risposta, come ad esempio:

  • Cosa c’era nella chiavetta USB per Luke?
  • Che fine fa l’agente Simpson? E le pillole blu?
  • Chi sapeva dei poteri di Jessica?

Ma voglio davvero saperlo?  Voglio una seconda stagione? Al momento no.

Sono pronta e preparata, provate a farmi ricredere! Aspetto tutti i vostri commenti contrastanti (e magari anche non)!

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15 pensieri su “Che fardello Jessica Jones!

  1. Carissima W, come sai rispetto moltissimo il tuo gusto e il tuo occhio in fatto di serie e film e anche in questa recensione dimostri di non essere una spettatrice passiva che accetta tutto ciò che va di moda o che piace alle masse.
    Detto questo, pur condividendo molti punti con la tua recensione, mi trovo un po in disaccordo col giudizio generale 🙂
    Innanzitutto riguardo i due protagonisti, Jessica e Killgrave. A me Krysten Ritter è piaciuta molto nel ruolo, l’ho trovata nella parte e riesce a tenere in piedi l’intera baracca [perchè è vero, i comprimari sono molto deboli e le scene riguardanti Malcolm o i vicini di casa sembrano più riempitivi che altro]. Anche Tennant mi è piaciuto parecchio ma [anche qui, essendo l’unico villain senza comprimari cattivi] non mi ha fatto gridare al miracolo anche/soprattutto se messo a confronto col Kingpin di D’onofrio [ma comunque 10 spanne più in alto di un qualsiasi cattivone da film].
    In generale comunque la serie per me funziona, forse la prima metà [ora non ricordo bene la puntata, comunque prima che Jessica torni a casa sua] è quella che funziona meglio perché mescola mini casi da risolvere alla trama principale. Dalla metà in poi diventa un Jessica Vs Killgrave, il classico gioco del gatto e il topo che [anche qui ti do ragione] avrebbe beneficiato se raccontato con qualche episodio in meno.

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    1. Buonasera PizzaDog!
      Esatto la prima parte della stagione è quella che funziona maggiormente anche per me, e tranquillo ero sicura sarebbero arrivati commenti che avrebbero differito dal mio, soprattutto per la Ritter, ma purtroppo non riesco a ricredermi! Per i villain le scelte le ho trovate entrambe fantastiche anche se reputo D’Onofrio maggiormente d’impatto, anche perché da quanto hai potuto leggere, Killgrave non ha proprio l’aura più malvagia dell’universo…
      Grazie come al solito di aver detto la tua, a presto! 🙂

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  2. Questa volta siamo su posizioni molto contrapposte, mia squisita DoppiaW: sto infatti assaporando un episodio alla volta la serie e quando sono arrivato al quinto (“AKA Sandwich Saved Me”), ho letteralmente sobbalzato sul divano (da dove mi godo le mie fiction, mai, dico mai, dal computer, quest’ultimo troppo solipsistico per me) dalla gioia.

    Data la stima fortissima che ho nei tuoi confront,i ho letto con grandissima attenzione le tue osservazioni, molto puntuali ed in parte anche condivisibili, se non fosse che proprio lo stesso oggetto, osservato da due angolazioni diverse, muta il suo significato: ciò che intendo è che molte delle cose che tu ritieni un errore per me sono un pregio, un valore aggiunto, per quella che un tempo sarebbe stata un’impossibile trasposizione in serial televisivo di un fumetto magistrale come quello da cui la storia è tratta.

    Krysten Ritter all’inizio della sua carriera mi era antipatica fortemente, poi debolmente tale, quindi indifferente, come quasi tutte le modelle divenute attrici; con il tempo ho poi mutato il mio giudizio e non grazie alla sua partecipazione all’intoccabile fiction “Breaking Bad” (il sacro graal di tutto il web, bello, indubbiamente, molto bello, ma come tutte le cose “sacre” anch’esso, come dire, stuzzicantemi il velopendulo…), ma grazie alla situation comedy “Don’t Trust the Bitch in Apartment 23”, decisamente una sorta di teaser di questa “Jessica Jones”, una specie di training per questa parte.

    Veniano infatti al ruolo, dove maggiormente i nostri giudizi non coincidono, perché il character della fiction è così anche nel fumetto, tratteggiato come una ex-supereroina che ha dismesso la calzamaglia per fare la detective privata, con storie d’amore distruttive ed incasinate e frequentazioni complesse e sempre irrisolte, con un senso di noia, incompletezza, inettitudine che fanno da contraltare alla sua cattiveria, al suo essere dark, cinica ed amareggiata (ci sono delle scene nel fumetto in cui lei, per essersi rifiutata di stare nell’Indice, viene spiata dallo S.H.I.E.L.D. anche a telefono spento… il grande fratello, prima che tutti scoprissero cosa fà davvero la NSA…), in un senso di ineluttabilità e di frustrazione, tipico di chi sa di combattere contro i mulini a vento.

    Netflix ha scelto di occuparsi di fumetti mainstream (qui non siamo tra i veri adult comic, come i DC Vertigo), ma all’interno della linea Marvel “MAX”, quella priva delle briglie del comic code authority: il fumetto di Brian Michael Bendis (il miglior dialoghista Marvel in assoluto) fu tra i primissimi dell’allora nuova collana, dove gli autori avevano massima libertà e soprattutto potevano mettere scene di sesso nei fumetti ed i personaggi potevano sparare parolacce a tutto spiano; in “Alias” (così si chiama il comic originale di Jessica Jones), ci sono più “fuck” che in “Lock & Stock” o in “The Snatch” , il che è tutto dire!

    Non solo, ma nei comic di Jessica, gli uomini fanno quasi sempre la parte degli stronzi: sono egoisti o inutili o comunque dannosi e Luke appare sempre come una sorta di “fuco”, come uno che è da temere e rispettare perché si chiama così e non per ciò che fa (che non si vede quasi mai), ma sullo stesso piano di “nullaggine” (mi piaceva, ma è meglio insipienza…) si mettono anche Ant-Man e Captain America.

    Fisicamente, Jessica nei fumetti è più simile alla Rogue degli x-Men interpretata da Anna Paquin, con il viso più rotondo e senza le sopracciglia svolazzanti della Ritter, ma questo ruolo sembra davvero tagliato per la nostra ex-modella e ti assicuro che le scene di sesso hanno anche nel comic quel che di fastidiosamente fuori luogo, quasi messe là per rendere il personaggio più duro ed un po’ sgradevole (nello standrad di una massaia dell’Idaho).

    Giustissimo fare il confronto con il “Daredevil” di Goddard, con cui per altro sono già previsti numerosi cross-over come nei fumetti originali, ma il confronto a livello di pubblico statunitense è doveroso anche con gli altri serial tratti da comics supereroistici, come “Agents of S.H.I.E.L.D.”, dove questo nuovo prodotto Netflix vince a mani basse in quanto a dark e violenza.

    Insomma, per farla breve (e mi scuso per la prolissità, arrogante e pomposa, ma sui comic gioco in casa… da ex-venditore di fumetti ed ancora oggi appassionato lettore), io penso che !Jessica Jones” sia uno dei miglioro show televisivi prodotti, perché sa surfare sulle onde del mainstream (i comic supereroistici lo sono per definizione, anche quando si ammantano di penne celebri, come Miller e Moore), parlando di abuso e controllo e regalandoci una stronza che punzecchia in continuazione e parla come uno scaricatore di porto (“It doesn’t make the bad shit you did go away” è il massimo del complimento di Jessica per un ex-criminale che si vuole redimere) ed assieme un villain sopraffino, dal cinismo allucinante ed infinita crudeltà (proprio perché intima).

    Stessa opera, diverso punto di vista o angolazione e tutto sommato simili considerazioni.

    Lo stile Netflix ci ha allontanato dal procedural, ma dobbiamo solo sperare che resistano, perché malgrado il successo nel web, il grande pubblico (la pancia, quella che paga la Tv via cavo o l’abbonamento 4k dello streaming) richiede a gran voce che nella seconda stagione ci siano più casi settimanali, più classicismo nelle investigazioni e questo si, sarebbe la morte della novità.
    Speriamo bene…

    P.S. Mi perdoni se non ti ho supportato?

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    1. Ehi kasa! Ero sicura che non ti saresti perso Jessica Jones! Wow il tuo commento mi fa strabuzzare gli occhi, come al solito sei un’enciclopedia vivente, scopro che sei anche appassionato di fumetti e adesso so tante cosine in più (magari un giorno me ne vanterò anche 🙂 ).
      Tornando a noi, capisco che il personaggio sia fatto in quel modo, e sicuramente il mio problema con Jessica è proprio alla base, ovvero non lo trovo gradevolissimo, ma il mio appunto riguardava l’espressività della Ritter che, sarò io che percepisco in modo sbagliato, ma non so, non mi convince!
      Le tematiche e gli argomenti o l’aver reso i personaggi più umani e meno super non li discuto, anzi! Condivido fortemente poi la tua idea sul probabile futuro di serie come questa, ovvero di trasformarle in procedural, altrimenti chiamati “show fatti con lo stampino” :(.
      E poi kasa io adoro il fatto che non mi hai supportato e argomentato così le tue motivazioni, non mi aspettavo niente di meno! Io da parte mia purtroppo non potevo non raccontarvi le mie impressioni, senza farmi condizionare dai giudizi unanimi letti fino ad oggi, poi magari vi ho aperto gli occhi su qualcosa che non avevate notato (un po’ come avete fatto voi) e forse sarà servito a qualcosa!

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      1. Rifuggendo da ogni totalitarismo e dallo spettro del pensiero unico, ciò che io e te abbiamo fatto in questo spazio commenti insieme al tuo post, è stato proprio quel bellissimo disquisire, quel portare argomenti interessanti e notazioni personali, senza la dialettica dei quali, altrimenti, il salotto buono di DoppiaW sarebbe solo un clubbino di tifosi che ripetono tutti lo stesso inno.
        Nessuno di noi ha mai la verità in tasca, meno che meno la versione completa!
        Ascoltare contributi intelligenti aiuta a farci un quadro completo della situazione e magari anche a modificare l’impressione iniziale… ad esempio, grazie alla tua pagina Facebook ho cominciato a vedere un serial che non avrei altrimenti degnato di uno sguardo, come “Limitless”, così come, grazie al lato femminile di WP (ho già scritto al riguardo, do you remember?) ho recuperato tutta (tutta!) la filmografia di Mads Mikkelsen (mi mancava all’appello solo “Charlie Countryman” e l’ho recuperato ieri grazie a Sky Cinema Cult, anche bello, tra l’altro… con un incredibile Shia LaBeouf, che quando non fa Indiana Jones o il coglionazzo in mezzo ai Transformers ha il suo perché… altra cosa che non avrei mai detto, tanto che all’inizio pensavo che come attore non ripagasse la spesa dell’aria che respirava…).
        Adoro il tuo salotto e lo sai e adoro il fatto che tu abbia apprezzato le mie osservazioni… ma quanto siamo belli?

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      2. That’s the spirit!!
        E su quanti film o serie tv di cui non abbiamo mai sentito parlare o che svogliatamente cataloghiamo come un “no”, ci siamo ricreduti o avvicinati leggendoci su questi spazi…Tante! E così deve essere! Esempio lampante il tuo articolo su Bones!
        Sono contenta per Limitless, di cui poi ho detto forse mezza frase, ma che ha avuto un crescendo esponenziale durante la stagione, discostandosi molto da quello pensavo potesse diventare…
        E Mads, bè lui è uno di quelli che spicca nel mucchio, e ti confesso che Charlie Countryman è piaciuto molto anche a me, come anche LaBeouf che quando ci sta con la testa tira fuori cose belle dal suo cilindro…
        Siamo bellissimi sì, è bellissimo quello che si crea e mi rende tanto orgogliosa 🙂
        P.s. quell’Indiana Jones non esiste.

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      3. Hai ragione… quell’Indiana Jones non esiste…

        Così, tanto per chiacchierare, quel film (quale?) resta uno dei grandi misteri della settima arte… un cast tecnico stellare (sceneggiatura di David “Carlito’s Way” Koepp, regia di Steven Spielberg, fotogafia di Janus “Schindler’s List” Kaminski, montaggio del veterano Michael Kahn, classe 1935, l’uomo che ha montato praticamente tutti i film di Spielberg e colleghi ed ovviamente musiche di John “Star Wars” Williams), attori fantastici (Ford, LaBeouf, Ray “London Boulevard” Winstone, Cate Blanchett e persino John Hurt, a cui il mondo intero deve essere grato, perché, aldilà di tutte le parti avute negli anni, è stato l’uomo dietro il deforme John Merrick, in uno dei film più importanti del dopo guerra), un franchise con tre capitoli all’attivo di cui il terzo più bello del secondo eppure… niente… poof!
        Un frigo lanciato in aria e tutto in vacca…persino il concetto di vecchiaia vissuta dignitosamente andato a farsi benedire, perché non c’è niente di peggio di due attori anziani che giocano a fare i ragazzini (ogni riferimento a Sly e Schwarzy NON è casuale)… vi si vedono le rughe, sul serio… prendete esempio da Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva, che mi tolgono il fiato ancora adesso se ripenso ai loro ruoli in quel capolavoro di Haneke “Amour“…

        Ora sto zitto… mi bevo un assenzio alla tua salute, WW…

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    1. Intanto benvenuto Davide, fai bene a non spoilerarti, io avrei fatto lo stesso!
      Proprio per questo non potevo rischiare di rovinare una serie ai miei lettori, devo avvisarvi prima!
      Spero di rileggerti presto allora, e buona visione 🙂

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  3. La Ritter non mi è dispiaciuta, a dirla tutta. Il grosso problema, secondo me, è proprio di sceneggiatura. Alla terz’ultima puntata mi sembrava che fosse tutto finito, con l’atteso momento del duello continuamente rimandato. E’ stata un pò tirata per le lunghe. Se non ci fosse stato il buon Killgrave (Tennant formidabile) , la serie sarebbe stata davvero povera. Rispetto a Daredevil i personaggi secondari non sono il massimo. Eccetto Trish, gli altri non sono pervenuti (Luke Cage spero proprio si dia una svegliata nella sua serie). E infine, vogliamo parlare del finale? Si poteva scrivere qualcosa di meglio, credo (e un’accoppiata Kilgrave-Kingpin sarebbe stata da urlo, anche sul grande schermo).

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    1. Oddio non mi sembra vero! Ti ho trovato, unico amico che condivide a pieno il mio pensiero! Lo sapevo che non potevo essere sola, lo sapevo!
      Il finale con lo scontro rimandato per motivi futili, e telefonato è davvero la parte peggiore della serie, anche perchè perdiamo l’unico elemento carismatico della storia 😦

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