Viaggio alla scoperta dell’Italia con Il racconto dei racconti

Una sala insolitaminte piena l’altra sera per il film di Matteo Garrone, ma una sala di spettatori perplessi alla fine della proiezione…Avete presente le foto a sorpresa sulle montagne russe? Sarebbe stato interessante farne una per farsi un’idea.

Perchè il racconto dei racconti non è un film così banale, e di certo non un film a cui il pubblico è abituato.

Una scelta coraggiosa per Garrone, che decide di non fare cinema per la massa, ma qualcosa di insolito per gli autori italiani.
E come in molti dicono, è proprio vero che per una volta abbiamo un film italiano che non tratta di disagio sociale, denuncia, mafia o un film intrinseco solo di dolore, finalmente iniziamo a spaziare.

Presentato al Festival di Cannes pochi giorni fa, Il racconto dei racconti (Tale of Tales) si ispira alla raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, dove Matteo Garrone ne sceglie 3 da raccontare:

  • la regina
  • la pulce
  • le due vecchie

imageAvrebbe aiutato leggere prima il racconto da cui sono tratte le storie, perchè alcuni passaggi o personaggi non sembrano completi.
Ci si chiede, (io mi chiedo), visto che all’interno del libro le storie sono tutte narrate separatamente, come mai Garrone scelga per il suo film, di racontarle tutte insieme.
Purtroppo con stacchi netti, e con solo un’immagine simbolica dei castelli di appartenenza dei tre regni, ad avere l’arduo compito di aprire l’arco narrativo.

Altra scelta interessante quella di non inserire una voce narrante che accompagni e addolcisca i passaggi tra i racconti.
La prima parte del del film è quasi muta, e nel complesso non troviamo moltissimi dialoghi, certo alcune immagine parlano da sole, ma mi sono chiesta per tutta la durata del film se avrebbe aiutato…

Le storie sono belle accattivanti, ma di collegato hanno ben poco, si riuniscono solo nella parte iniziale e finale in maniera abbastanza frettolosa.
Inoltre l’elemento giocolieri, dove figurano Alba Rohrwacher e Massimo Ceccherini, scelto come collante della storia risulta anche lui molto debole.

imageQuesta Favola, non di certo adatta i più piccoli per i temi e alcune immagini mostrate, dai toni dark e horror, ha una forte somiglianza con un film di cui parlai tempo fa, The Fall.
Gli ambienti ricercati, i castelli iconici bianchi e colorati, tutti reali e unici per le loro caratteristiche, scorci infiniti, e costumi pomposi e dettagliati, ne ricordano molto le atmosfere.
Per non parlare della corsa disperata della principessa sul tetto del castello, molto simile alla scena del labirinto della disperazione.

Altro tema ricorrente nel film quello del labirinto, usato anche per una locandina, forse la più riuscita tra quelle uscite.

L’italia fa da cornice al racconto dei racconti,  (se volete ammirare alcune delle bellissime location scelte potete cliccare quì), le sue ambientazioni reali e uniche hanno consentito un uso degli effetti speciali quasi nullo, infatti sono stati utilizzati solamente per le parti indispensabili tra cui le creature fantasy, come il drago, la pulce o il pipistrello.

image

Probabilmente il drago è il più riuscito e benfatto dei 3, anche se da la sensazione di già visto.

La scelta di girare totalmente in Italia da un tocco di classe al film, è una lettera d’amore da parte del nostro regista, che però poi per il suo film sceglie un cast tutto internazionale.
Internazionale e ricercato, azzeccato anche nelle fisicità, dalla piccola e morissima a Salma Hayek a contrasto dei gemelli Lees e all’imponente orco, per passare al Re interpretato da Toby Jones, il negromantem o Vincent Cassel.

imageI contrasti tra gli ambienti, i costumi e i personaggi accrescono la sensazione fiabesca anche grazie al grande utilizzo di toni saturi che vanno dall’arancione a tutte le tonalità del rosso, al bianco accecante.

C’è da dire che Il racconto dei racconti essendo una raccolta di storie napoletane, si porta dietro forti toni italiani e un bel tocco di folklore che nel film non vengono tralasciati, rendendo la visione ancora più interessante.
L’appartenenza italiana e napoletana si sente tutta, c’è umorismo, passione, magia, violenza, e tanto simbolismo.

Un film italiano al 100%, ? Diciamo all’80, visto che gran parte del cast non lo è.

Nota dolente del film, l’utilizzo e sfruttamento degli animali, come l’orso giocoliere o le oche trascinate per le ali, se ne sentiva proprio il bisogno? Non erano indispensabili ai fini della storia, lo so, forse è il mio istinto animalista che parla, ma credo si sia voluto strafare.

Peccato anche per il doppiaggio, o meglio, solo per il quello di Vincent Cassel da parte di Pierfrancesco Favino, che risulta l’unica nota stonata del gruppo.

Un film brutto? Assolutamente no, migliorabile? Sì, passato il momento di assestamento post visione e digerito, ci si rende conto che bisogna solo aggiustare un pò il tiro, ma la direzione presa lascia ben sperare.
Torniamo da Cannes insieme a Moretti e Sorrentino a mani vuote, ma l’Italia quest’anno ha fatto sicuramente la sua bella figura.

 

 

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3 pensieri su “Viaggio alla scoperta dell’Italia con Il racconto dei racconti

  1. Brava Valentina!
    Condivido in toto la tua recensione, equilibrata e ragionata: è un film coraggioso e atipico, più horror che fantasy (come ho scritto dalle mie parti…), sicuramente imperfetto ma senza dubbio affascinante. E’ vero: anch’io ho fatto un po’ fatica a seguire le tre storie così frammentate (scelta a mio avviso discutibile proprio perchè non sono legate in alcun modo tra di loro, eccezion fatta per la prima e l’ultima scena), e certamente le meravigliose location distraggono non poco la visione. Tuttavia un film di Garrone merita di essere visto “a prescindere”, nonostante tutto 🙂

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    1. Esatto! Un po per il coraggio e un pò per l’effettiva cura che ha avuto nelle scelte che ha fatto, anche abbastanza furbe a mio avviso, il film (un pò messo in ombra da altre uscite recenti) merita di essere visto. Potevo non leggere la tua recensione? Ovviamente no! E lo consiglio caldamente anche a tutti i miei lettori 🙂

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