Lost River: visione interessante o pasticcio presuntuoso?

Come James Franco e Joseph Gordon-Levitt, anche Ryan Gosling passa dalla prova attoriale a quella registica, regalandoci la SUA personale versione del cinema.

Lost riverHow to Catch a Monster titolo iniziale poi cambiato in Lost River, scritto diretto e prodotto da lui, presentato a Cannes, uscirà in Italia chi lo sa; io sono riuscita a vederlo qualche giorno fa e a primo impatto sembra che Gosling abbia assorbito come una spugna tutto ciò che di più bello ha trovato nei registi con cui ha lavorato.

Si vede e sente molto l’nfluenza di Nicolas Winding Refn (Solo Dio perdone e Driver) con quelle musiche elettroniche da film anni 70/80, il rosso intenso e le luci viola e fuxia, ma per fortuna o sfortuna al contrario della sua fonte d’ispirazione non troviamo nessuna metafora, ma una storia che al contrario di molte critiche, è chiara e non confusa.

C’è divisione, chi urla al pasticcio confusionario e chi ad un inizio interessante, perchè esteticamente forse c’è poco da criticare e si finisce sempre lì, a decidere c’è il proprio gusto personale…Perchè se non ti piace il genere, probabilmente non ti saranno piaciuti neanche i film di Linch & co… Se il diverso ti disorienta, il grottesco non lo digerisci e se non comprendere a pieno le intenzioni del regista o la mancanza di chiarezza a volte ti fa rimporre il film dal principio, sarà difficile farti cambiare idea.

Ma vi siete mai trovati a rivalutare film che non pensavate fosse nelle vostre corde? Io sì, quindi…magari uno sguardo non è da negare.

Perchè Lost River è un film che parla attraverso le immagini e la colonna sonora, non ha bisogno di trama ingarbugliata o dialoghi impegnati.

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Ryan sembra avere il pieno controllo del film e una visione chiara di quello che vuole e si aspetta dal suo progetto, ne è il padrone indiscusso. Mi sentirei di dire che fa delle scelte ben riuscite, mostrando di avere una visione a 360 gradi della sua pellicola.

Da ignorante posso pensare che a volte possa aver peccato di eccessivo esibizionismo, ma poi riflettendoci, se hai la possibilità di realizzare un tuo progetto, vuoi farlo al meglio e sfruttare al massimo tutte le risorse. E se facendolo vuoi rendere omaggio a coloro che ti hanno ispirato, e saturi il tuo film di tutto quello che hai a disposizione, lo possiamo chiamare virtuosismo? Boh, Vuoi fare il botto con la tua prima opera? Sì.

Per chi di voi come me si avvicina alla pellicola dopo aver visto il trailer noterà come in tutto il film è presente lo stesso ritmo, musica ed effetti sonori, sì possiamo definire Lost River come un lungo trailer.

La trama

Si parla di trama confusa quando in realtà non lo è: La storia parla di una madre di famiglia (Billy) che per non perdere la casa, va a lavorare in un club sadomaso. Il figlio più grande (Bones) è contrario e cerca di trovare i soldi per andarsene dalla città e nel mentre scappare dal bullo del posto (Bully), con l’aiuto della sua amica vicina di casa.

Gli attori

Ryan probabilmente nel suo piccolo ha anche una piccola parte nerd, infatti sceglie come protagonisti della sua prima opera Ian De Caestecker (Fitz di Agent of S.H.I.E.L.D.), Matt Smith (l’undicesimo dottore), Christina Hendriks (Firefly e Mad Men) e una Saorise Ronan che dona sempre quel tocco di austerità alle pellicole a cui prende parte, inoltre troviamo Ben Mendelsohn, Barbar Steele e la sua dolce Metà Eva Mendes.

Lost River, perche?

imageLost River è il nome dato alla città dopo l’allagamento artificiale della vecchia, ma più che Lost River possiamo dire che le vicende siano ambientate a Bullytown ovvero la città di Bully. Quest’ultimo interpretato da un Matt Smith che la fa da padrone durante il film sia come personaggio che attore.

La sua presenza scenica (che secondo me supera quella del protagonista), le sue battute e il suo modo di parlare quasi cantilenante rendono spessore al suo villain perduto, e lo allontanano tantissimo da come siamo abituati a vederlo.

Il cinema come un quadro in movimento

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In Lost River spesso ci troviamo davanti a inquadrature con elementi fissi e un contorno in movimento, dove la simmetria non sfugge ad un occhio più attento, vedi la corsa sul ponte illuminato o il tragitto in macchina sempre a lume di lampione.

imageE poi c’è lei, la casa in fiamme. Si sa il fuoco affascina, staresti ore a guardarlo e Ryan lo sa,  quindi lo utilizza a suo piacimento, regalandoci quella bellissima scena della casa i fiamme nella sua interezza, riproponendola più volte e fissandola come scena finale dei titoli di coda.

I dettagli

Alcune scelte sono geniali e i particolari risultano molto curati, come la giacca dorata di Bully, la poltrona “trono” sulla macchina, le celle dei “giochi”, la città sott’acqua, le bici illuminate o i lampioni sommersi (tutto ciò che ne rimane ed emerge del vecchio mondo).

I personaggi come la nonna muta, sempre truccata alla perfezione e vestita a puntino, o Face lo scagnozzo di Bully, avvicinano la pellicola al grottesco, certo aiutano molto anche Eva Mendes e i suoi siparietti. Per non parlare del balletto nella sala delle celle, uno dei momenti più alti del film.
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Probabilmente ci sarà anche un motivo riguardante la scelta dei nomi così scontati, Bully il bullo, Rat la ragazza col topo, Bones il ragazzo pelle e ossa, Face il ragazzo senza labbra…

Lo stile, con la scelta dei tagli e inquadrature e un uso funzionale della luce (o della sua totale assenza) è tangibile, come anche la scelta di far arrivare prima l’audio prima del video nel cambio scene, o enfatizzarne il cambio con effetti sonori.

Ma i veri protagonisti di questa pellicola sono i colori, forti e vivi a contrasto con una città morente e un popolo decadente , il verde della vegetazione, il rosso del sangue, il fuoco, il viola carichissimo, tanto tantissimo viola fluo e neon, per poi arrivare all’amatissimo nero, un nero pece che inghiottisce tutto il resto.

Le musiche

Le musiche di Johnny Jewel presenti sovrane per tutta la durata del film, ne arricchiscono la visione in modo importante, e vanno a creare un’atmosfera che può paragonarsi ad un mix tra un videoclip e un documentario su un’ipotetico scenario post apocalittico.

Con quell’uso smisurato del sintetizzatore e volumi abbastanza alti, è come aggiungere un colore in più.

Inoltre figura anche una canzone cantata da Saorise Ronan e altre della band di Gosling.

Ryan definisce il suo film una fiaba allucinata, a me di fiaba sa di poco, ma allucinata proprio sì.

Gosling ha dichiarato di aver fatto un film che lui stesso avrebbe voluto vedere e onestamente ha fatto ha fatto il film che io avrei voluto vedere… Si parla di fiaba o sogno ad occhi aperti, a me tutto sembra tranne che fiabesco, si avvicina di più ad una ipotetica realtà allucinata condita da perversioni e assenza filtri comportamentali.

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Questo film è Gosling, in tutto quello è e che gli piace (Eva Mendes compresa), mi sento di dire che se questi sono i presupposti il potenziale non manca.

 

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9 pensieri su “Lost River: visione interessante o pasticcio presuntuoso?

  1. Gran bella recensione, complimenti! Spero di vederlo presto questo film: tra l’altro, adoro Saoirse Ronan e mi fa piacere constatare che sta “crescendo bene” la ragazzina…
    Complimenti anche per come stai risistemando il blog: adesso è molto più leggibile e completo. Brava!

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    1. Kelvin72 sei gentilissimo! Mi fa immensamente piacere vedere che quel che faccio è apprezzato, spero tu riesca a vedere presto il film e magari commentare a tua volta! Grazie ancora!

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  2. Ammetto che non è stato un film che mi è arrivato subito, ma è rimasto a “decantare”, tanto che pensavo di rivederlo. Ryan lo “conoscevo”, ma l’ho imparato ad apprezzare veramente in questi ultimi anni ed è in gran parte merito di Refn. Secondo me la stampa di settore è stata troppo crudele nei suoi confronti a Cannes. Lost River è un buon film decadente camuffato da mappazzone e ti ammiro per aver tentato di recensirlo perché io ci avevo provato ma non ci sono riuscita. Spero non molli e faccia altri film da regista.

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    1. Infatti anche io credo ci siano andati piu pesanti del dovuto, speriamo continui.
      Secondo me ha molto da dire, deve solo affinarsi, che poi a parte Refn di ruoli interessanti ultimamente gliene sono stati offerti pochi, io lo preferisco meno sex symbol e ultimamente la sua carriera pendeva da quella parte, poi sono gusti!

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      1. Ma si infatti, non è una brutta opera prima, ma secondo me si sono accaniti perché è oggettivamente bello e biondo. Che poi io non lo vedo nemmeno con quegli occhi, mi piace proprio come attore e basta, quindi sex symbol o meno mi cambia poco. Anzi ti dirò secondo me canta divinamente e aspetto il secondo disco del suo gruppo da ormai troppo tempo.

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