The Fall: la favola che vi manca

The Fall (la caduta), ovvero come vomitare arcobaleni durante tutto il film.

Ovviamente come è di buon uso e costume in Italia, non è mai uscito al cinema, ma direttamente in DVD, non voglio far polemica altrimenti non se ne esce più, dispiace però che lo abbiano visto in pochi, quindi se non lo avete fatto, questo è il momento!

Nella locandina spuntano i nomi di David Fincher e Spike Jones, ma il regista a cui voglio dire grazie oggi è Tarsem Singh che ha ripreso un film del 1981 facendone il suo personale Remake.

Questa pellicola ha molteplici punti forti su cui fare affidamento, dalla fotografia, il montaggio, la sceneggiatura, la trama, le musiche, il tema, il messaggio, gli attori, le citazioni….

Non so davvero da dove iniziare, forse è doveroso però indicare almeno che tipo di film è…è una storia drammatica ambientata in un ospedale di Los Angeles nel 1915, si sviluppa sotto forma di favola/avventura in un mondo inventato, vi ho incuriosito abbastanza? Ambiguo penserete! Eppure va tutto a mescolarsi alla perfezione, creando un’armonia propria, facendo funzionare il film e rendendolo unico.

Tutto è funzionale al messaggio o ai messaggi che vuole lanciare, è una continua celebrazione dell’arte, dell’armonia, della fantasia, del mondo, della vita, ma tutto fatto in modo molto molto singolare.

Trama

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Il film si basa fondamentalmente su di un racconto improvvisato dal protagonsta, Roy, uno stuntman caduto durante le riprese.

Un racconto creato per intrattenere la piccola Alexandria, orfana di padre, in ospedale anche lei a causa di una caduta avvenuta mentre raccoglieva arance e di come questo crei un rapporto profondo tra i 2.

Il film è tutto una gigante metafora della loro emotività, depressione per Roy, e ricerca di una figura paterna da parte della piccola Alexandria.

I Personaggi

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Oltre ai 2 protagonisti, nel racconto improvvisato troviamo 5 personaggi principali su cui si andrà a creare l’avventura:

un guerriero l’indiano, un ex schiavo africano, un esperto di esplosivi italiano, Charles darwin

e il bandito mascherato, tutti creati dalle menti dei protagonisti, sulla base di persone esistenti e che spinti dalla vendetta faranno questo percorso insieme.

La storia andrà a plasmarsi a seconda della volontà di Roy e al suo stato d’animo, associando elementi presenti nella realtà e adattandoli al racconto.

Da citare assolutamente i costumi e la caratterizzazione e diversificazione di ogni personaggio.

Le location

Le location, di cui vi riporto alcune delle foto a fine articolo, sono spettacolari, non c’è molto da aggiungere. Quanto è più di impatto vedere ambientazioni reali rispetto agli effetti speciali, quanto? dal labirinto della disperazione al deserto rosso, a palazzi galleggianti o isole che scompaiono… Girato quasi totalmente in India, ma con pezzi di Italia ed Europa, la produzione e comunque americana e indiana.

Le scene sono potenti, uno spettacolo visivo di impatto, con coreografie degne delle visioni di Escher o del del Cirque du Soleil.

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Beethoven apre i titoli di testa, con scene (di cui capiremo più avanti il significato) rigorosamente in bianco e nero, per poi entrare nel merito della storia, dove esplodono i colori, oh e quanti colori!

La cosa che colpisce particolarmente sono gli stacchi tra realtà e fantasi, del tutto armoniosi, con scene in dissolvenza che ricalcano le forme dell’una o dell’altra. La cura per i particolari ne fa da protagonista.

C’è uno studio invidiabile dietro ogni scena, in particolarmodo per gli effetti di luce, contrasti, riflessi e prospettive che catapultano lo spettatore a metà tra fantasia e finzione agevolandone il passaggio, ma tutto sarebbe inutile senza quel montaggio ad hoc.

Solo alla seconda visione ho notato cose che durante la prima mi erano sfuggite, dalla caduta come elemento ricorrente per i 2 protagonisti e i 5 personaggi di fantasia, ai soldati nemici, che non parlano, ma emettono suoni, abbaiano e ringhiano come i cerberi, i guardiani dell’Ade, spesso infatti sono in 3.

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Ti ritrovi perso e assuefatto da questa storia dolceamara, perchè ricordiamoci che il film è drammatico, dove tutto può cambiare in un battito di ciglia, dalle voci dei personaggi o proprio i loro volti, la storia può collassare su se stessa in un secondo, un pò come fa il nostro protagonista, ma la storia non è soltanto sua, è anche della piccola Alexandria, che insinuandosi fortemente nella vita/storia di Roy darà il suo contributo ribaltandone l’andamento.

Tutto si fonde, cambia, si mescola fino a diventare tutt’uno e ti perdi nell’epicità della storia, empatizzando con i protagonisti, e vuoi a modo tuo poter entrarne a far parte, ma non puoi e puoi “solo” rifarti gli occhi.

Tanto per non farci mancare nulla il film si chiude rendendo omaggio ai grandi film e attori comici di altri tempi come Chaplin.

Questo per me rimane un film speciale, che mi sentirò di consigliare a tutte le persone che amano il cinema, c’è talmente tanto che qualcosa ti rimane, per forza…

Ah dimenticavo il nostro protagonista è Lee Pace, colui che ultimamente vediamo un pò ovunque e se volete saperne di più consiglio di leggere Lee Pace, dove ci siamo già visti?

Come promesso ecco alcuni dei luoghi più sugestivi che possiamo vedere nel film. India prossima destinazione?

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3 pensieri su “The Fall: la favola che vi manca

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