American Horror Story: La paura fa quasi 90

Cosa c’è di meglio di un horror? Beh una serie basata unicamente sull’horror. In particolare American Horror story. Ammetto di aver guardato con scetticismo i trailer, mi sembrava troppo pretenzioso fare una serie unicamente horror.

Invece avevo torto. Lo ammetto, a malincuore, il mio scetticismo era infondato. Sebbene sia un’americanata, si è rivelato, tutto sommato, un gioiellino.

Ciò che mi ha convinto è stata la scelta di non fare una serie unica con mille stagioni, ma ogni stagione ha la sua personalissima trama (o forse no?).

Su questo gli ideatori Ryan Murphy (regista di Mangia, Prega, Ama e ideatore di serie TV come Nip/Tuck e Glee) e Brad Falchuk (produttore della serie Glee) hanno decisamente fatto una scelta vincente. Però, ovviamente, ci sono effetti controproducenti di tale scelta. Probabilmente, lo spremersi le meningi per partorire un qualcosa di innovativo, li ha debilitati sulla trama delle stagioni. O magari è stata la musica della sigla, poco poco fastidiosa, a deviarli.
Attori ricorrenti compaiono sul set di tutte è tre le stagioni:
Jessica Lange la bella di King Kong (1979) che, nonostante i suoi 65 anni, è una splendida forza della natura.
Taissa Farmiga (non me la sento di dire avvenente) attrice in Mindscape.
Sarah Paulson attrice in What Women Want accanto a Mel Gibson e Helen Hunt.
Evan Peters in X-Man- giorni di un futuro passato.
Lily Rabe principalmente conosciuta per queta serie, che fortunella.

AHS THE MURDER HOUSE (what is dead may never die CIT. GOT)

Quale gioia per questi occhi stanchi! Claustrofobico, oscuro, intricato.
Una trama veramente vincente, entra di prepotenza nello schermo con oscura grazia.
Personaggi accattivanti, ambientazione ambigua degna di un HORROR.
Insomma, una stagione d’esordio che lascia presagire un oscuro e felice futuro per la serie.

Alcuni personaggi come Vivien Harmon interpretata da Connie Britton, li ho trovati leggermente insipidi, sebbene necessari per la storia, questa non fa altro che urlare terrorizzata e incazzarsi come un’aspide contro il marito, lo psichiatra Ben Harmon (Dylan McDermott) che, poverino, l’hanno veramente dipinto come un depravato cerebroleso.
Ma c’è anche spazio per l’ammmore adolescenziale in questro teatro di sangue, una tenera storia tra una depressa e un fantasma mentalmente disturbato. Vi ho incuriositi? Correte a guardarlo! Non ve ne pentirete… eccetto per il finale dove i registi hanno chiamato Federico Moccia toppando alla grande. Ha mantenuto quindi, tutto ciò che l’horror ha di bello, ma lasciando sempre quel tocco di macabro che tanto ci piace.
Ho amato un personaggio in particolare: Moira O’Hara, la fantasma domestica (la fantamestica?) che appare come una vecchia malinconica (Frances Conroy) alle donne e come una voluttuosa e disinibita cameriera (Alexandra Breckenridge) agli uomini, un dualismo interessante che non va molto distante dalla realtà.

AHS ASYLUM (ovvero “non serve avere una trama, quando basta creare il caos)

Io premetto che, nonostante sia il più apprezzato tra le attuali 3 stagioni, mi ha lasciato abbastanza perplessa e incompleta.

Il problema di questa stagione non sta nella trama che, anzi, è molto complessa. I personaggi sono caratterialmente molto eterogenei (sebbene alcuni molto confusi). L’ambientazione, in un ospedale psichiatrico negli anni 60, è molto buona, la sola idea di costrizione e dei sopprusi subiti mette ansia.

Su cosa pecca questa serie? Sugli elementi eccessivi.

Come Icaro, quando cerca di avvicinarsi al sole, cade bruciato, lo stesso deve essere successo ai registi. Devono aver avuto un collasso derivato dalla eccessiva immaginazione.
Probabilmente, se fossero state più stagioni dello stesso argomento, l’aver inserito la stesa moltitudine di elimenti avrebbe funzionato, ma in 12 puntate non si può pretendere troppo. E, come Icaro, sono annegati nel mare dell’esagerazione che, loro stessi, hanno creato.

Una cosa mi ha convinto meno di tutti, tra il pandemonio che hanno ideato: gli alieni.

La storia scorreva anche senza molti elementi. E’ stata una scelta quanto mai infelice l’eccedenza perché, per districarsi dal filo di Arianna concepito, hanno banalizzato e, a mio avviso, penalizzato storie che sarebbe stato più interessante scoprire.
Le ultime puntate sono l’apoteosi del collasso psichico dei registi, intrugli infelici per una stagione che, se ben sviluppata, poteva essere, forse, il fiore all’occhiello in una landa di cliché e banalità che è l’odierno teatro horror.

AHS COVEN (un passo indietro per farne mezzo avanti)

La mia opinione importerà molto poco, ma a me questa stagione è veramente piaciuta. La storia è scorrevole, personaggi ben costruiti sebbene molto scialbi e anonimi. L’ambientazione, New Orleans, è stata una scelta vincente, la patria del VooDoo non poteva non essere una  decisione più ovvia. I registi hanno fatto un passo indietro.
E meno male! Dopo il caos di ASYLUM hanno capito che una bella storia non ha necessariamente bisogno di tante sotto trame.
Peccato che COVEN non riesca decisamente a catalogarlo sotto “horror”.
Una versione femminile di Hogwarts con studentesse che cercano di uccidersi per superare le altre in bravura non fa di certo paura.
I registi poi hanno capito che se continuavano a far morire tutti i personaggi non si arrivava alle 13 puntate stabilite e hanno inserito a casaccio risurezioni per tutti che manco Gesù Cristo a Pasqua.

Una new entry nel cast mi ha deliziato. Kathy Bates, la terribile e soffocante Annie Wilks è tornata, in splendida forma, per interpretare una sadica marchesa del 1700.
E’ una stagione da guardare senza troppe pretese, sperando che le prossime stagioni escano con il buco.

AHS FREAK SHOW

Un teatro degli orrori, con personaggi malformati sarà la 4 stagione di questa serie.
Nuove rivelazioni e vecchi personaggi vi scioccheranno. Ma per creare suspence vi citerò solo ciò che lo show runner Ryan Murphy in un’intervista ha affermato: «tutte le stagioni sono connesse tra loro» e «con Freak Show è la prima volta in cui vi sveliamo come sono connesse». Assolutamente da vedere!
Un lutto ha stravolto il cast, per un macabro scherzo del destino l’avvio della stagione coincide con la morte di uno degli attori del cast: Ben Woolf, 34 anni, è deceduto a causa di un incidente stradale.

AHS HOTEL

Chi ha tempo non PERDA tempo! Appena terminata la 4 stagione già se ne presenta una nuova. Una new entry: Lady Gaga farà la sua apparizione trionfale nella serie. Chi. se non la “Mother Monster”, poteva apparire in una serie di oscure creature?

In trepidante attesa di questa stagione io vi consiglio vivamente di guardare le altre, che siate o meno amanti dell’horror e che condividiate o meno le mie idee, guardatele tutte d’un fiato e amate l’originalità di questa serie come merita, essendo una ventata di aria fresca in un tripudio di serie TV viste e riviste.

 Articolo a cura di Nana
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2 pensieri su “American Horror Story: La paura fa quasi 90

  1. Io non sono una grande amante delle serie tv. Mi lasciano insoddisfatta..devo stare lì a seguirne il filo, puntata dopo puntata..che palle..Preferisco il film.
    E così, quando mi hanno consigliato di vedere AHS ero un po’ scettica anche io..ma mi aveva colpito il fatto che ogni serie fosse a se stante e che di base fosse horror..così ci ho provato. e Ho fatto bene.
    Soddisfatta (non in egual modo di tutte le serie)e in trepida attesa del prossimo capitolo!

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